Dalla parte di Gilda (Rigoletto)

Dalla parte di Gilda

Senza titolo

Al Teatro Massimo di Palermo, prima di ogni opera racconto le grandi storie dei libretti. In queste storie le donne spesso vengono uccise o muoiono malamente, qui  tenterò di dare voce a quelle donne…

Ha detto, ti ho lasciato del tempo per guarire.

Sono forse malata, io?

Quando mi sarei ammalata? E di cosa poi?

Una strana malattia la mia, io non mi sento male, né ho la testa confusa.

Io mi sento benissimo.

Chi sono io? Padre ! Padre! Chi sono io?

La porta si apre e allora io sono. La porta si chiude allora io non sono.

Ti prego, Padre!

Sei il mio angelo.

Non dovrei avere dei sintomi? Non è questa la malattia? Ti ho lasciato il tempo di guarire, lui mi ha detto.

Come ti chiami, padre? Mia madre, padre, come si chiama?

Che grande silenzio.

Si guarisce quando si può guarire. E se si può.

La malattia è così. Ti prende, non ti lascia. Decide.

Qualcosa si muove d’improvviso nel tuo corpo. E decide per te.

Ti ho lasciato il tempo.

Ha detto.

La malattia ti attraversa e ti cambia.

Certo ha ragione. Io sono malata.

Sono stata attraversata e ora sono altra, padre.

 

La porta si apre e io mi getto tra le sue braccia.

Dimmi chi sono, padre.

No.

E lui mi ha lasciato il tempo di guarire ma la cosa non ha funzionato. Sono rimasta malata.

Vestiti da uomo,scappa a Verona!

Un ordine.

Perché se non sono guarita, allora io mi debbo vestire da altra cosa e scappare dalla mia casa. Questo servirà, ha pensato lui.

Dimenticherai perché la mia malattia è non potere dimenticare.

Ascolto da dietro la porta che litigano, che se ne dicono delle belle, sento la voce di mio padre alterata.

Di nuovo io non sono.

Una porta diversa questa, la porta dorata del palazzo dove mi hanno portato in spalla, avvolta in una coperta. La porta di lui. Lui che ha un nome.

E’ questa la malattia?

Lui che mi guarda negli occhi per dirmi, amore mio.

Lui ha un nome. Io ho un nome allora. Allora io sono.

Sono questa.

Sono questa ragazza, padre, che un giovane uomo ha preso tra le braccia.

Io sono la ragazza che può essere accolta tra le braccia.

Io sono, padre.

Il mio nome è amore, padre. Mia madre si chiama amore, la mia famiglia, la mia gente si chiama amore.

Per questo adesso sono tornata qui, padre.

Hai voluto farmi assistere al suo tradimento, padre. Credi sia servito a sminuire il mio amore? Ma come sarebbe possibile? Lui è il mio nome, padre.

Ho fatto come hai voluto tu. Ho preso dalle tue braccia i vestiti da uomo, mi sono travestita, padre.

Sotto la pioggia, i fulmini in cielo, ho corso lungo la strada  verso l’altrove.

Io ho un nome, poi mi sono detta frenando la mia corsa.

Io sono.

Io sono la ragazza che mai ha saputo chi era, io sono la ragazza nessuno e io sono la ragazza che è diventata persona,  quando ha incrociato in chiesa gli occhi di lui.

Sei viva, mi hanno detto.

Hai un nome e io ti riconosco.

Io gli debbo tutto padre. Io gli debbo la vita.

Busso.

Aspetto che si apra quest’altra porta per potere dire ancora una volta, io sono.

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Pubblicato da

Beatricemonroy

Sono palermitana, ho vissuto in tante città, in Italia, in Francia, negli Stati Uniti, ora sto a Palermo. Mi occupo di letteratura, scrittura e narrazione. Ho un luogo minuscolo in cui raccolgo storie e conduco laboratori di scrittura e narrazione nell'antico mercato del Capo a Palermo: acCapodellestorie, via Porta Carini,70 La letteratura : - raccontare i grandi romanzi, i racconti del mito trasmettendo alla gente il piacere dei libri e delle grandi storie di cui siamo intessuti La scrittura: laboratori di scrittura e narrazione. Insegno drammaturgia alla scuola delle Arti e dei mestieri del Teatro Stabile di Palermo, diretta da Emma Dante Ho condotto laboratori di scrittura con le donne maltrattate del Centro Antiviolenza dell’Onde di Palermo. Ho collaborato con Emergency per fare narrare ai ragazzi (di Lampedusa ) i loro complicati percorsi di sopravvivenza Scrivo le mie storie, ultimi in ordine di apparizione : Per Avagliano editore, Dido, operetta pop (2015) e Oltre il vasto Oceano, candidato al Premio Strega (2014) Per la meridiana edizioni ,Niente ci fu e Ragazzo di razza incerta - ho collaborato con RaiRadio3, ultimo lavoro,Vite che non sono la tua, novembre 2014 per il teatro, ho scritto per il regista Walter Manfré tra cui "Omaggio ai corpi incorrotti delle beate", e "La Confessione-Una suora", e per il regista Gigi Borruso Sono stata per tanto tempo un'operatrice culturale e se posso lo sono ancora A Palermo ho fondato e diretto prima il centro Atelier e poi Libr'aria E ho inventato l'evento La notte dei mille racconti a cui sono particolarmente legata per lo straordinario impatto che ha avuto sulla città Ho due figli gemelli, al centro del mio cuore. Pratico Yoga da tutta la vita.

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