Del sacrificio a Cinisi o della lapidazione

C’è modo e modo di raccontare una storia. C’è un modo che viene da fuori, che rende il lutto un evento mediatico, non che  questo non abbia un’enorme importanza,  e nel caso di cui sto per narrarvi lo ha avuto, man c’è un modo più intimo di raccontare il lutto quando questo si scontra con una generazione e la cambia per sempre.

Spesso nella nostra storia di siciliani questo lutto intimo è stato messo da parte, perché se, se ne fosse tenuto conto, il senso storia avrebbe dovuto cambiare e l’attenzione avrebbe dovuto prendere una via più complessa e spesso meno fanfarona.

Per questo vi racconto una storia da un altro punto di vista e la chiamo:

Sacrificio a Cinisi o della lapidazione

E’ il 9 maggio del 1978, giorno in cui viene immolato Peppino Impastato.

Mancano quattordici anni alle Grandi Stragi, nel frattempo Noi viviamo.

Lui è il primo figlio, lui come Isacco va immolato per permettere alla terra infame di rigenerarsi.

Oggi è lui a essere capitato a tiro, il suo sacrificio è necessario.

Perché qualcuno doveva essere ucciso sennò come ci sottomettevano? Eravamo giovani ribelli, andava fatto un sacrificio.

Il ragazzo è perfetto, figlio di quello ….insomma è un traditore.

Meglio di così non poteva andare. Ci voleva la vittima per esaltare il carnefice.

Ecco fatto.

Caino e Abele.

Squilla il telefono nella casa dove abito con altri studenti, in via Villafranca. Fuori dal centro storico della città che giace in quegli anni, in abbandono sulla riva del mare.

Noi come Peppino, come Isacco, come Caino abbiamo da fare una resa dei conti con i nostri genitori, che sono lì assurdi, lontani incomprensibili.

E un Dio feroce vendicativo reclama le vittime ogni volta che cerchi di alzare la testa, per ogni testa alzata preparati, ci sarà un sacrificio.

Se sei veramente fedele non ti fai domande, fai il sacrificio e basta. Così disse a lui, al killer.

Tano, disse: vai e basta e il killer organizzò una squadra. Presero il picciotto e lo portarono alla casa. Lì lo lapidarono. Alza una pietra e poi un’altra ancora. Alza e sangue e sanguina. Carne ammucchiata sull’altare ora è Peppino, la terra ne è intrisa. Non si fa uso di armi. La vittima viene dilaniata a mani nude è lo sparagmos: il linciaggio .

E’ il pharmakos ma sbagliano direzione perché quella medicina sarà per noi  un toccasana: ogni cosa cambierà perché nel lutto si com-prende.

Noi gli invisibili, la carne scelta per i sacrifici, siamo andati avanti, nascosti, acquattati, noi siamo gli impuri ma la nostra impurità è contagiosa, uccidendo Peppino hanno pensato di bloccare la contaminazione e invece questa si è allargata.

Che hai fatto? Che hai fatto ?Gli grida il Dio

Infatti la gente è scesa per le strade e ogni cosa è chiara. Dimenticati di avere vinto , tu sei segnato!

Quando poi Abramo si carica sulle spalle Isacco,ha paura.

Quando poi Agamennone si carica sulle spalle Ifigenia, ha paura.

Quando Noi ci carichiamo sulle spalle il corpo dolente di Peppino, Noi non sappiamo a differenza degli altri due che sapevano, a cosa serviva il sacrificio. No, noi non sappiamo. Siamo inermi.

Il cadavere fu fatto saltare, smembrato. Prima fu ucciso a sassate, lapidato per la sua orribile colpa, poi fu dilaniato affinché non rimanesse più traccia.

Cosa ho imparato? La paura. Paura, la terrificante collera del dio veterotestamentario.. ma anche gli inquisitori, le streghe bruciate, il puzzo di carne arrosto, e il significato della parola, mafia.

Con la paura abbiamo avuto un assaggio dell’infernale regno delle ombre.

Nessuno ci aiutò, eppure eravamo ragazzi. Noi eravamo portatori di un altro mondo, come caduti da una stella, eppure nessuno ci venne incontro.

Ammutolimmo.

Finimmo nel margine che poi è la geografia in cui siamo collocati.

Margine: la bellezza nasce dall’ombra, non accecata da troppa luce.

La speciale condizione di essere abitanti dei margini, ci permette di aprire le connessioni tra cielo e terra perché, non essendo centrali, abbiamo il privilegio di guardare in molte direzioni. Lì noi siamo voce. Unica. Originale.

Lì è rimasto il nostro amico e il nostro lutto pieno di tenerezza.

La nostra storia è il percorso tra le Rovine e l’allontanamento da esse.

I fragili cerchi dell’artista che si sporge sugli abissi per cantare, mi condurranno tra i mari, ricongiungendomi alle storie che mi appartengono.

Io, corpo a Palermo.

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Pubblicato da

Beatricemonroy

Sono palermitana, ho vissuto in tante città, in Italia, in Francia, negli Stati Uniti, ora sto a Palermo. Mi occupo di letteratura, scrittura e narrazione. Ho un luogo minuscolo in cui raccolgo storie e conduco laboratori di scrittura e narrazione nell'antico mercato del Capo a Palermo: acCapodellestorie, via Porta Carini,70 La letteratura : - raccontare i grandi romanzi, i racconti del mito trasmettendo alla gente il piacere dei libri e delle grandi storie di cui siamo intessuti La scrittura: laboratori di scrittura e narrazione. Insegno drammaturgia alla scuola delle Arti e dei mestieri del Teatro Stabile di Palermo, diretta da Emma Dante Ho condotto laboratori di scrittura con le donne maltrattate del Centro Antiviolenza dell’Onde di Palermo. Ho collaborato con Emergency per fare narrare ai ragazzi (di Lampedusa ) i loro complicati percorsi di sopravvivenza Scrivo le mie storie, ultimi in ordine di apparizione : Per Avagliano editore, Dido, operetta pop (2015) e Oltre il vasto Oceano, candidato al Premio Strega (2014) Per la meridiana edizioni ,Niente ci fu e Ragazzo di razza incerta - ho collaborato con RaiRadio3, ultimo lavoro,Vite che non sono la tua, novembre 2014 per il teatro, ho scritto per il regista Walter Manfré tra cui "Omaggio ai corpi incorrotti delle beate", e "La Confessione-Una suora", e per il regista Gigi Borruso Sono stata per tanto tempo un'operatrice culturale e se posso lo sono ancora A Palermo ho fondato e diretto prima il centro Atelier e poi Libr'aria E ho inventato l'evento La notte dei mille racconti a cui sono particolarmente legata per lo straordinario impatto che ha avuto sulla città Ho due figli gemelli, al centro del mio cuore. Pratico Yoga da tutta la vita.

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