Che posto nel mondo? Il primo labirinto

Uno dei temi divergenti è sicuramente gli anni che avanzano e non saperli gestire.

O meglio io li saprei gestire se non fosse che invece il mondo di spinge sempre più a considerarti cosa inutile, fuori uso, niente da dire, soprattutto se tutta la vita hai parlato in modo diverso, hai agito in modo diverso, fuori dal coro, ecco adesso devi proprio stare zitta.

Io la penso diversamente.

Così ho cominciato un gioco per ritrovarmi .

Entro nel mio primo labirinto.

Costruisco il mio primo labirinto e ci cammino dentro con i colori.

Azzurro la via di andata, quella allegra baldanzosa della giovinezza

Grigie le mura che mi circondano dentro le quali io debbo andare e andare.

Baldanzosa e confusa a inizio.

Il cielo però è scoperto, se voglio vedere la luce debbo guardare in alto.

Ma attenzione, non è tanto facile entrare nel labirinto, ci vuole pazienza mentre si sta lì in attesa e ci si guarda in giro, alte mura e una porta ben rinserrata.

Comunque sia, entro senza sapere bene come.

Inizio un percorso, sbatto continuamente in degli spigoli che non vedo e mi faccio male (io so che sono torri, posti di controllo di quelli che hanno innalzato queste mura)ma vado  lo stesso  verso la metà, alcuni punti sono corridoi stretti stretti, altri invece sono più larghi e respiro meglio.

Compio la prima curva a U, la disegno in rosso, perché le curve sono fatte di carne e sangue, è a U cioè una giravolta quasi totale ma non è ancora tempo che lo sia totale, ce ne saranno tante di quelle curve a U piene di sangue.

Sono così vicina alla meta e invece, senza che io sappia perché e per come, mi trovo  avanti negli anni, ma guarda un po’ senza accorgermene, sono finita nella periferia e ho sessant’anni e sono proprio nel cerchio più esterno del labirinto, una confusione, gente che si è persa, un gran casino.

Tutto mi fa fatica, il corpo è stanco e la mente è stanca.

Non ho più un credo, fede, niente, soprattutto non ho più utopie che mi spingano in avanti siano esse sociali, che di successi personali, di amori, niente tutto infranto e finito nella grande poubelle del passato, quel tempo che non esiste più e mai più esisterà.

Vado avanti con fatica, ed ecco che d’improvviso, per la prima volta nella mia vita, mi trovo davanti a un rettilineo.

Accidenti, il labirinto era stato fino a ora tutto curve, curve che non mi permettevano di vedere bene la direzione che prendevo ed ecco invece adesso ho davanti un rettifilo! M’inquieta, non so bene come comportarmi, va be’ , entriamo e vado e vado.

In fondo intravedo però ancora una volta una struttura circolare e di nuovo! Ma guarda, credevo di essere arrivata e invece debbo ancora percorrere una struttura di cui non riconosco la fine e poi ecco! D’improvviso sono al centro.

C’è spazio vuoto e cosi non ho più  quel senso di soffocamento che mi sono portata sempre appresso eppure anche se sono al centro, sono prigioniera di una struttura che altri hanno fatto e nella  quale io ho camminato, ma io, io dove sarò mai?

Potrei rimanere qui e usare tutte le informazioni acquisite nel tempo, mentre mi muovevo nel labirinto o invece potrei fare solo una cosa per capire:girare interamente su me stessa. Una rotazione totale.

Ora sono il verde che è il colore della luce e della speranza e debbo, vecchietta come sono, ripercorrere tutta la strada, tutti i sentieri noti, ma prima però debbo lasciare il sentiero azzurro alle mie  spalle, sarò capace di farlo? Lasciare ma non dimenticare .. Ho tanta nostalgia, ancora prima di girarmi , di già ho nostalgia.

Nessuno mi insegna niente, debbo trovare da sola la via.

Eccomi vedete? Sono quella lì chissà. .ce la farò?labirinto 1

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Pubblicato da

Beatricemonroy

Sono palermitana, ho vissuto in tante città, in Italia, in Francia, negli Stati Uniti, ora sto a Palermo. Mi occupo di letteratura, scrittura e narrazione. Ho un luogo minuscolo in cui raccolgo storie e conduco laboratori di scrittura e narrazione nell'antico mercato del Capo a Palermo: acCapodellestorie, via Porta Carini,70 La letteratura : - raccontare i grandi romanzi, i racconti del mito trasmettendo alla gente il piacere dei libri e delle grandi storie di cui siamo intessuti La scrittura: laboratori di scrittura e narrazione. Insegno drammaturgia alla scuola delle Arti e dei mestieri del Teatro Stabile di Palermo, diretta da Emma Dante Ho condotto laboratori di scrittura con le donne maltrattate del Centro Antiviolenza dell’Onde di Palermo. Ho collaborato con Emergency per fare narrare ai ragazzi (di Lampedusa ) i loro complicati percorsi di sopravvivenza Scrivo le mie storie, ultimi in ordine di apparizione : Per Avagliano editore, Dido, operetta pop (2015) e Oltre il vasto Oceano, candidato al Premio Strega (2014) Per la meridiana edizioni ,Niente ci fu e Ragazzo di razza incerta - ho collaborato con RaiRadio3, ultimo lavoro,Vite che non sono la tua, novembre 2014 per il teatro, ho scritto per il regista Walter Manfré tra cui "Omaggio ai corpi incorrotti delle beate", e "La Confessione-Una suora", e per il regista Gigi Borruso Sono stata per tanto tempo un'operatrice culturale e se posso lo sono ancora A Palermo ho fondato e diretto prima il centro Atelier e poi Libr'aria E ho inventato l'evento La notte dei mille racconti a cui sono particolarmente legata per lo straordinario impatto che ha avuto sulla città Ho due figli gemelli, al centro del mio cuore. Pratico Yoga da tutta la vita.

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